La situazione assolutamente eccezionale che stiamo vivendo in queste settimana pone il mercato, e conseguenzialmente il giurista, di fronte a fattispecie e quesiti tanto stringenti quanto rilevanti.

Uno degli effetti peggiori verificatisi è quello del “blocco” dei saldi, in altre parole la diffusione a macchia d’olio del mancato pagamento delle scadenze.

A fronte all’oggettivo crollo del fatturato e degli incassi, e la conseguente crisi di liquidità, imprese e soggetti privati sono portati a ritardare o congelare, scadenze, pagamenti ai fornitori, e persino ai dipendenti, generando un effetto a cascata di contrazione della liquidità di tutto il sistema. E’ stato addirittura ipotizzato -a causa di questo “liquidity crunch” – che molte aziende potrebbero giungere sino a cessare l’attività o fallire, generando un livello di disoccupazione incontrollabile, mai sperimentato prima.

Il quesito ulteriore è quindi se la eccezionale situazione economico giuridica (i divieti imposti dai DPCM in particolare) possano giustificare il mancato o ritardato adempimento delle obbligazioni in scadenza o avere altro rilievo…

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